La splendida natura nuda e cruda, una ragione in piú per visitare la Sardegna

Dal nulla al sogno

Il sogno di farsi conoscere, di raccontarsi al mondo, di crescere insieme ad altri ormai tutti lo abbiamo, siamo sempre sempre più social, ma non tutti possono o riescono.

In queste pagine noi del Circolo sardo Nuraghe di Losanna come sempre con la voglia di aiutare, vorremmo presentare nel nostro piccolo, e con molta umiltà, le piccole e medie aziende sarde, gli artigiani con le loro mani ruvide e segnate dal lavoro e dal tempo, musicisti, scrittori, le attività culturali, feste paesane, tanto altro e tutto ciò che riguarda la nostra piccola grande Sardegna. 

Questo spazio è rivolto a chi andrà in vacanza in Sardegna, a chi ci è stato e vuole rivivere gli stessi sapori culinari, a chi non vuole o non può dimenticare e decide di ritornarci, a tutti gli amanti e amici della Sardegna. 

Mi raccomando! venite in Sardegna

 

 

Per i buongustai, le ricette della nonna

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Asparagi selvatici: proprietà, benefici, consigli e ricette!



Asparagi selvatici, proprietà e benefici: tra marzo e aprile impazzano in Sardegna le sagre dedicate agli asparagi selvatici, una pianta primaverile quindi, ma che n realtà, specie nel sud dell’isola, a seconda delle condizioni meteo, riusciamo a raccogliere da settembre a maggio. E’ facilissimo infatti incontrare, soprattutto nei weekend, escursionisti e gitanti intenti nella ricerca e nella raccolta dei suoi steli, i cui saporiti germogli, sono soliti spuntare dai cespugli, il cui habitat preferito varia dai boschi, alle radure, dai filari (come quelli di fico d’india) alle siepi, sia lungo costa che nell’interno della Sardegna.
Cosa sono gli asparagi?
Con la parola asparago o asparagio (dal greco “aspharagos” e dal persiano “asparag“, ossia germoglio) si indica sia l’intera pianta che i germogli dell’ “Asparagus officinalis” (nome scientifico). Si tratta di una pianta che appartiene alla famiglia delle Liliaceae, che annovera piante spesso bulbose o rizomatose, ampiamente utilizzate in cucina o per scopi officinali come l’ aglio, la cipolla, il porro, lo scalogno e l’erba cipollina.
La pianta è dotata di rizomi, fusti modificati che crescono sotto terra formando un reticolo dai quali si dipartono i turioni, ovvero la parte epigea e commestibile della pianta. Se non vengono raccolti per il consumo dai turioni si dipartono gambi di lunghezza variabile da 1 a 1,5 m, che vengono raccolti quando non hanno ancora raggiunto consistenza troppo dura.
In realtà esistono qualcosa come 200 varietà di asparago che si distinguono per colore, aspetto e gusto.

Benefici e proprietà degli asparagi:
Le tante proprietà salutari degli asparagi sono ben conosciute sin dall’antichità, come si intuisce anche dal suo nome scientifico, pensate che persino gli Egizi li coltivavano, mentre anche i Romani ne andavano ghiotti e li usavano anche come pianta officinale. Non per nulla già nel secondo secolo Galeno li descriveva come alimenti dalle proprietà depurative e curative. Tradizionalmente viene utilizzato come drenante( renale, epatico e bronchiale) o antinfiammatorio (in particolare della milza). Insomma si tratta di veri e propri integratori naturali. Tra gli effetti salutari degli asparagi infatti vi elenchiamo l’essere:
 diuretici (attività principale), drenanti e disintossicanti (aiutano ad eliminare i liquidi in eccesso e a purificare l’organismo dalle scorie e tossine accumulate),
 riequilibranti (il ricco apporto di vitamine ed i sali minerali aiuta a regolare il metabolismo, la pressione, i livelli di colesterolo e di insulina),
 dimagranti (aiutano a regolare l’appetito e la sensazione di fame),
 anticellulite (essenzialmente per gli effetti drenanti),
 antiossidanti (sì, contrastano l’invecchiamento cutaneo grazie all’apporto di vitamine e minerali come otassio, calcio, fosforo, magnesio),
 lassativi (il buon apporto di fibre, necessarie per il buon funzionamento del transito intestinale, possono aiutare aiutano in caso di stipsi),
 rinforzano le difese immunitarie,
 rimineralizzanti (grazie alla varietà e alla ricchezza di minerali).
Gli asparagi sono composti per il 90% da acqua, con un bassissimo apporto calorico (24 calorie circa ogni 100 grammi) e di grassi (solo 0,17 grammi di lipidi), privi di colesterolo e con un basso contenuto di sodio, essi di caratterizzano infine e per la ricchezza di fibre (2,1%), vitamine e minerali (calcio, zinco e magnesio su tutte).
Vitamine, aminoacidi e flavonoidi:
 provitamina A (che combatte i radicali liberi e protegge la pelle e i capelli),
 vitamine del gruppo B (B1, B2, B3 e B9 che aiutano a trasformare il cibo in energia ma non solo),
 vitamina K (essenziale per la salute delle ossa e la coagulazione e la fluidità del sangue)
 vitamina C (aiuta a rinforzare le difese immunitarie e i vasi sanguigni)
 vitamina E (proprietà antiossidante)
 rutina (o vitamina P, che protegge i vasi sanguigni e riduce i sintomi di sanguinamento come quelli legati a ematomi o emorroidi e che è a sua volta composta dalla quercetina, un flavonoide dall’ effetto antiossidante e antinfiammatorio)
 asparagina (un aminoacido che, assieme al potassio, conferisce agli asparagi il celebre effetto diuretico, disintossicante e depurativo su reni e fegato)
Sali minerali:
 calcio (importante per la salute di ossa e denti)
 zinco,
 magnesio,
 ferro,
 fosforo (0,5-1%),
 rame,
 potassio (1,3-1,6%, fondamentale per regolare il volume di liquidi nell’organismo),
 selenio,
 manganese (che assieme al potassio e al fosforo svolgono un’azione benefica a livello del sistema nervoso centrale e contrastano la stanchezza, lo stress, l’ansia e gli sbalzi d’umore),
 sodio (la cui scarsezza aiuta nei casi di ipertensione e di ritenzione idrica, cellulite inclusa)

Proprietà antitumorali:
Conosciuta da secoli come pianta officinale dal forte potere diuretico, l’asparago contiene ben due saponine conosciute scientificamente per avere un forte potere inibente nella proliferazione nelle cellule tumorali del colon. Nell’asparago selvatico la concentrazione di queste molecole benefiche è superiore fino a 10 volte rispetto all’asparago coltivato, tre o quattro grammi per ogni chilo. Questi composti hanno una riconosciuta attività nutraceutica (i nutraceutici sono quei principi nutrienti contenuti negli alimenti che hanno effetti benefici sulla salute).
Asparagi e diabete:
Grazie a uno studio pubblicato sul “British Journal of Nutrition” da un gruppo di ricercatori della Karachi University, in Pakistan, si è scoperto che l’introduzione degli asparagi nella propria dieta può aiutare a gestire il diabete di tipo 2 migliorando la secrezione dell’insulina e il funzionamento delle cellule del pancreas che la producono.
Gli asparagi in gravidanza:
Gli asparagi contengono un’elevata quantità di acido folico (vitamina B9), necessario per la formazione di nuove cellule e per il corretto sviluppo del sistema nervoso del bambino. Il loro consumo è particolarmente consigliato alle donne in gravidanza per prevenire l’insorgenza di gravi malformazioni fetali. Ad ogni modo sia i bambini che gli adulti necessitano di acido folico per produrre normalmente i globuli rossi e prevenire forme di anemia.
Asparagi, invecchiamento e cellulite:
Gli asparagi hanno non solo proprietà antiossidanti, ma aiutano a depurare l’organismo, a proteggere la pelle e a contrastare la cellulite. Cosa volete di più?
Gli asparagi sono afrodisiaci?
Il collegamento tra gli asparagi e l’eros è conosciuto sin dai tempi dei romani, fu Plinio per primo infatti a narrarci delle proprietà afrodisiache dei suoi germogli, Per comprendere tale associazione basti pensare a come gli steli crescano turgidi e pieni di vita.
Controindicazioni e allergie alimentari:
Uno dei maggiori pregi degli asparagi, l’elevato apporto di acidi urici, può diventare una controindicazione per tutti coloro che soffrono di disturbi disturbi renali, calcoli renali e vescicali, cistite, gotta e prostatiti e osteoartrite. Un consumo eccessivo può comunque irritare i reni.
Inoltre gli asparagi apportano quantità piuttosto significative di acido acetilsalicilico perciò se siete intolleranti a questo elemento fate particolare attenzione quando li consumate. Essi contengono anche un basso tenore di Nichel.
Perché l’urina puzza tanto dopo aver mangiato gli asparagi?
Il pungente odore associato alla nostra urina dopo aver consumato degli asparagi è del tutto normaleed è essenzialmente dovuto alla presenza dell’asparagina. Alcuni prodotti di degradazione infatti – che vengono metabolizzati, assimilati ed espulsi velocemente – contengono zolfo (in particolare tioli e tioesteri), di qui l’odore.
Quanto spesso mangiarli:
Si consiglia di mangiare gli asparagi con continuità tutto l’anno, una o due volte la settimana (ad ogni modo consultate il vostro dietologo e/o nutrizionista).
Come si conservano gli asparagi?
L’asparago mantiene le sue caratteristiche principali anche inscatolato o surgelato. E’ comunque preferibile consumarli freschi quando disponibili.

Come cucinare gli asparagi:
E’ preferibile mangiare gli asparagi crudi a insalata (provateli assieme ai carciofi, ai pomodori e a un filo di olio EVO), affinché non perdano il vasto assortimento di vitamine che si sanno essere termolabili.
Quanto alle saponine – importanti come detto per le proprietà antitumorali – , essi sono composti che sopportano una temperatura di cento gradi, ma si sciolgono in acqua. Dunque se si fanno bollire, gli asparagi perdono le loro proprietà. Meglio saltarli in padella con una cottura veloce.
Ricette a base di asparagi:
 Fregola primaverile con patate e asparagi
 Paccheri reali con asparagi selvatici e bottarga di muggine
 Pasta in padella con melanzane, piselli e asparagi
 Crema di asparagi piccante
Quando e come raccogliere gli asparagi:
Gli asparagi si raccolgono essenzialmente in primavera, ma come detto, nel centro sud Sardegna a seconda dell’annata e delle piogge si trovano da settemebre a maggio.
E’ convinzione comune che la pianta degli asparagi muoia dopo l’asportazione del germoglio e ciò ha portato a pratiche barbare, io stesso ho visto persone strappare l’intero stelo fino al rizoma. In realtà lo stelo ha una grande forza vitale, perciò meno se ne taglia, più continua a crescere, anche dai germogli laterali. Perciò meno ne tagliate meglio è. Inutile tagliarne 30 centimetri se poi si sa che butteremo tutta la parte dura, cogliamo perciò solo la parte tenera e consumiamola entro pochi giorni.
Ancora dalla mia esperienza diretta ho notato che gli steli sopravvivono maggiormente se, invece di stringerli, piegarli e strapparli, si pratica un’incisione con l’unghia sullo stelo stesso, se l’unghia non riesce a penetrare saliamo un po’ più su, così avremo la certezza di aver raccolto solo la parte tenera.
Nota Bene: questo articolo non è stato scritto da un medico e contiene delle indicazioni massima. In caso di presenza di patologie e dubbi consultate il vostro medico di famiglia o, ancor meglio, il vostro specialista di fiducia.

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